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Diversabilità
P
Prendendo
a prestito un neologismo caro a Claudio Imprudente (*) , in queste linee
guida sarà usato il termine “diversabilità” invece di
disabilità.
La parola “disabile” sottolinea, con la sua negatività, l'idea
di incompletezza, di mancanza, di limitate capacità della persona
che viene bollata di “non-abilità”.
Invece la parola “diversabile” lascia spazio, con spirito di positività,
al riconoscimento e alla valorizzazione delle capacità proprie
di ogni soggetto, grandi o modeste che siano.
(*) Claudio Imprudente è presidente
del Centro Documentazione Handicap di Bologna. Ha ideato il “Progetto
Calamaio” che propone percorsi formativi sulla diversità e sulla
nuova cultura dell'handicap al mondo della scuola e del lavoro. È
inoltre scrittore, giornalista e direttore della rivista “Hp-Accaparlante”.
Quali bisogni speciali?
Queste linee guida suggeriscono
gli accorgimenti da adottare al fine di assicurare l'accessibilità
e la fruibilità dei parchi gioco anche da parte di bambini ed
accompagnatori diversabili.
Ma le diverse abilità, e quindi le diverse capacità, sono
tante quanti sono gli esseri umani, ognuno con i propri limiti e le
proprie necessità.
Pensare di proporre in un unico documento, ed una volta per tutte, gli
accorgimenti progettuali e le soluzione tecniche per giochi utilizzabili
indistintamente e da tutti, senza alcuna esclusione o limitazione anche
parziale, è assolutamente folle.
Per cui si è deciso di considerare, almeno inizialmente, i bisogni
speciali delle persone con limitate capacità motorie, e di quelle
con gravi deficit della vista.
La Progettazione Universale
Può dirsi progettazione universale qualunque attività
di progettazione, in qualsiasi campo essa sia espletata, che, sulla
base di alcuni principi generali prestabiliti, tenga conto delle particolari
necessità dei consumatori con ridotta abilità.
Il concetto di progettazione universale nasce in architettura e nel
campo del design dei prodotti, ossia in settori dove assume una importante
valenza economica la capacità di soddisfare le esigenze del maggior
numero di clienti possibile.
Inoltre, l'applicazione dei principi della progettazione universale,
consentendo di considerare a priori le necessità delle diverse
categorie di utilizzatori del prodotto, riduce notevolmente i costi
di un eventuale successivo adattamento, peraltro non sempre possibile.
Tra l'altro, i prodotti concepiti per essere utilizzati anche da clienti
con limitate capacità spesso sono maggiormente graditi anche
da chi non soffre di queste limitazioni. Ad esempio, il percorso di
accesso ad un parco giochi costruito in modo da essere utilizzato da
bambini su sedia a rotelle, sarà apprezzato anche da quel genitore
che si trovi a spingere un comune passeggino, o che accompagni un figlioletto
che pedala su un triciclo, nonché da chiunque cammini con passo
incerto o appoggiandosi ad un bastone.
La realizzazione di parchi giochi, quindi, è una attività
alla quale si adatta bene l'applicazione dei principi della progettazione
universale, sia per quanto riguarda l'accessibilità del luogo,
sia per la fruibilità dei giochi.
I principi della progettazione universale sono i seguenti:
- Equità d'uso
- Flessibilità d'uso
- Uso semplice ed intuitivo.L'uso del prodotto deve essere facile da
capire, indipendentemente dall'esperienza dell'utente, conoscenza, perizia
di linguaggio, o capacità di concentrazione.
- Informazione accessibile
- Tolleranza agli errori
- Sforzo fisico minimo
- Dimensione e spazio per l'uso adatto a qualsiasi utente, senza limiti
per la capacità di movimento, la postura e la dimensione del
corpo.
Per tutti
Uno dei pilastri più solidi sui quali poggiano queste linee guida
è la convinzione che i parchi giochi debbano essere pensati e
costruiti per poter essere fruiti da tutti, senza che vi siano separazioni
o distinzioni generate dalla realizzazione di giochi specifici per bambini
diversabili, o di aree dedicate espressamente ai soggetti con bisogni
speciali. Tanto più che le soluzioni adottate per rispondere
alle necessità particolari delle persone diversabili sono spesso
apprezzate anche da chi non ne ha strettamente bisogno.